La pashmina color cielo dal meridiano nevralgico, annodata dietro l’orecchio destro, l’ho messa sul parallelo della bocca e del naso. Pulendo la stanza sollevo nuvole di polvere. Apro la finestra per farle uscire, ubbidiscono ma le vedo rimanere in sospensione e subito spinte avanti e gli alberi, dietro, piegarsi. Chiudo precipitosamente la finestra.
Tolti i guanti sul divano, le finestre alle spalle e a destra, leggo un libro ritrovato. Il rumore di un camion, uno di quelli grossi, forse un tir. O un autobus. Per accertarmene nel dubbio mi volto e gli alberi stanno tornando a fatica in verticale.
Il vento ha modificato il suo verso per armonizzarsi con l’ambiente sonoro quando soffia in città, campionando il traffico pesante. Come i tir trasporta a lunghe distanze sabbia. Non era un autobus in effetti.
Dovrei verificare se in campagna mantiene questo rumore, per abitudine o pigrizia. o preveggenza. Prima sfoglio fino alle fine il libro, grande formato, che non mi sembra quasi di aver già letto: folate da interni.
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7 Marzo, 2008 a 11:47 am
bravò
7 Marzo, 2008 a 2:23 pm
paò
9 Marzo, 2008 a 6:56 pm
In campagna il vento sibila e trasporta più velocemente il letame per concimare.
Penetra tra la finestre e il davanzale e rafforza le piantine domestiche.
10 Marzo, 2008 a 9:33 pm
sibila….quindi per davvero si adatta quando viene in città, per passare inosservato e tornare se stesso solo fuori, senza essere nè pigro nè abitudinario nè preveggente. è vento che non nasce in città allora.
grazie di aver verificato per me, ma così alimenti la mia pigrizia! il libro avevo finito di sfogliarlo, avrei dovuto alzarmi e andare a controllare
cosa che dovrò fare cercando il punto dove lascia la sabbia adagiarsi e poi si carica di particelle di letame. viaggerà più velocmente forse perchè trova meno traffico, e non deve seguire i sensi unici o farsi bloccare dagli ingorghi.
è dolcissimo (e pieno di delicatezza e di discrezione, passando nelle fessure) il modo con il quale la natura all’aperto si prende cura delle piante in “cattività” nutrendole, andandole a trovare una per una nelle loro case