Apro la finestra verso l’interno, e le imposte a soffietto verso i lati (in camera): si “alzano in volo” verso destra le foglie secche del calycanthus staccate via da una folata.
Apro la finestra verso l’interno [idem] (in soggiorno): si “alzano in volo” verso destra le foglie secche del calycanthus staccate via da una folata.
Apro la finestra verso l’interno [idem] (in cucina): si “alzano in volo” verso destra le foglie secche del calycanthus staccate via da una folata. L’arbusto resta spoglio – nemmeno un Insetto-foglia -, solo una gemma verdeumido in cima ad ogni ramo: piccolissima.
Stesso atto stessa conseguenza. Non applico per coerenza la variatio all’aggettivo. Fine delle finestre da aprire sulla parete a sud-est.
Da nord-est non spira nessun vento di borin, ne sento bene l’assenza sulla faccia prima di chiudere di nuovo la finestra. La metafora poetica involontariamente non era figura retorica: il beige era di una folata di uccellini troppo veloci per coglierne la specie; ed ora non se ne vedono più. Erano del tutto uguali alle foglie secche, quindi per ora saranno, dove sono in questo momento, dei Calicanti. Spero siano a terra, mantenendo l’identità di copertura.
O su qualche albero di specie diversa, a turbare i pensieri di osservatori di passaggio.
Scendendo le scale ho dato loro il tempo di tornare a posarsi. Il soggiorno e la cucina sono uno a fianco dell’altra, ma la porta di comunicazione è stata murata - incassandovi i ripiani dei CD: devo costeggiare due volte tutto il muro di separazione.