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	<title>Commenti a: In trasferta bis II</title>
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	<description>Just another WordPress.com weblog</description>
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		<title>Di: spiumato</title>
		<link>http://spiumato.wordpress.com/2008/05/08/in-trasferta-bis-ii/#comment-54</link>
		<dc:creator>spiumato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 13:41:51 +0000</pubDate>
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		<description>che bello tu abbia ancora quei cuscini: ora potresti verificare, sedendoti di nuovo in equilibrio, se davvero ci sono ancora pesci nascosti tra le veneature del legno :D
a casa invece è cambiato tutto. solo il pavimento in coto rimane. ma non è mai stato del tutto mare, erano la poltrone ad essere nave.

il tuo tappeto se le vedessi con gli occhi di allora, sarebbe il mare dei sargassi forse.

in bilico su due gradini ci stavo anch&#039;io, ma erano quelli dell&#039;ingresso. anzi quelli che portavano fuori di casa. usavo una tavola di legno quadrata. ma il amre era troppo mosso, le onde troppo capricciose e in tempesta.
ho sempre preferito sedermi sulle scale dentro: il sedere un un gradino i piedi su deu gradini più sotto. siccome c&#039;è la moquette, e lo spigolo è arrotondato, se lascio scivolare i piedi verso il basso, questi scendono sul gradino successivo facendo scendere anche il mio sedere di un gradino.

una discesa lenta, niente dolore, e che sorprende sempre per la tempistica mai uguale: attrito e pressione non riuscivo a riperterli uguali. era come scendere dolcemente un torrente di montagna, m verso la fine l&#039;emozione da bambino era di piccole rapide ahaah</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che bello tu abbia ancora quei cuscini: ora potresti verificare, sedendoti di nuovo in equilibrio, se davvero ci sono ancora pesci nascosti tra le veneature del legno <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
a casa invece è cambiato tutto. solo il pavimento in coto rimane. ma non è mai stato del tutto mare, erano la poltrone ad essere nave.</p>
<p>il tuo tappeto se le vedessi con gli occhi di allora, sarebbe il mare dei sargassi forse.</p>
<p>in bilico su due gradini ci stavo anch&#8217;io, ma erano quelli dell&#8217;ingresso. anzi quelli che portavano fuori di casa. usavo una tavola di legno quadrata. ma il amre era troppo mosso, le onde troppo capricciose e in tempesta.<br />
ho sempre preferito sedermi sulle scale dentro: il sedere un un gradino i piedi su deu gradini più sotto. siccome c&#8217;è la moquette, e lo spigolo è arrotondato, se lascio scivolare i piedi verso il basso, questi scendono sul gradino successivo facendo scendere anche il mio sedere di un gradino.</p>
<p>una discesa lenta, niente dolore, e che sorprende sempre per la tempistica mai uguale: attrito e pressione non riuscivo a riperterli uguali. era come scendere dolcemente un torrente di montagna, m verso la fine l&#8217;emozione da bambino era di piccole rapide ahaah</p>
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		<title>Di: Falìa</title>
		<link>http://spiumato.wordpress.com/2008/05/08/in-trasferta-bis-ii/#comment-53</link>
		<dc:creator>Falìa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2008 12:42:49 +0000</pubDate>
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		<description>Tengo ancora in casa due grandi cuscini chiari sul tappeto: quand&#039;ero piccola, posizionati in bilico sui due gradini della sala, si trasformavano in zattere in mezzo al mare, spesso minacciate dalle onde (gradini) e da enormi pesci o altre presenze oscure (mimetizzate col parquet).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tengo ancora in casa due grandi cuscini chiari sul tappeto: quand&#8217;ero piccola, posizionati in bilico sui due gradini della sala, si trasformavano in zattere in mezzo al mare, spesso minacciate dalle onde (gradini) e da enormi pesci o altre presenze oscure (mimetizzate col parquet).</p>
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