Crash!
Mi sono scivolati i piatti piani del servizio che uso di solito. Li avevo appena asciugati rendendo umide però, le mani. E scivolose. Ma in mano i piatti fondi non li avevo. E sono intatti. In uno di essi metto la pasta, e poso il piatto fondo sul piatto piano di un altro servizio. Come accadeva tra la mug e il piattino che non riesco ad abbandonare. Ma solo per l’ecatombe dei piatti. Niente sentimenti.
Mangio. Torno in cucina perchè per il secondo ci vuole il limone. Posato il piatto vuoto della pasta, prendo con la sinistra un limone da frigo, apro con la destra il cassetto dei coltelli, prendo quello seghettato. Lasciando aperto il cassetto taglio il limone a metà, metà rimane nella sinistra, poso il coltello sul ripiano sopra i cassetti, nella destra l’altrà metà del limone e inizio il gesto per riporla…nel cassetto aperto.
Mi fermo vedendo sul ripiano il coltello. (sarebbe potuto accadere anche col pane al posto del limone, una fetta mi piace mangiarla. Ma sono a dieta e per i carboidrati ha già fatto la sua parte la pasta).
Il mezzo limone tenuto nella sinistra torna in frigo. L’altra metà capovolta coincide perfettamente come circonferenza con il leggerissimo incavo per la base della tazza sul piattino che uso per la colazione per la mug non abbinata. Finalmente la coincidenza tra due forme. Incongrue una all’altra, ma forse per questo in sintonia. Casuale. Per non rovinarla non sgocciolerò limone sulla trota affumincata. La semisfera voglio che rimanga tale, e in fin dei conti il limone era capovolto sul piattino già per evitare che si sporcasse.
Il piatto piano sotto il secondo è del servizio che uso anche per i piattini per frutta e dessert. Che così sono visivamente prosecuzione della seconda portata. Mi accade per la prima volta che si veda, ma è naturale: mi piace mangiare la frutta come contorno della carne o del pesce. Pesche tabacchine ad esempio. E così un piatto di meno da lavare. Sempre che per festeggiarlo, non decida di prendere del formaggio sporcando il piattino da frutta!
E la pasta è sempre un piatto separato dal secondo. Raramente mangio anche il primo. Dopo di esso sento sempre una sorta di cesura.