Mi sveglio a pancia sotto, il braccio destro dietro la schiena, il polso posato sui reni, il palmo destro verso l’alto. La mano rilassata nella posizione contratta di difesa, terrorizzata dalla coltre bianca del piumino invernale. Le dita puntellano a impedire il contatto tra la pelle e il piumino. Ci metto un po’ a spiegare alla mano che non si tratta di una valanga che mi avrebbe sommerso. solo in sogno semmai. Suo però, io non lo ricordo affatto.
Seppellita è l’altra mano. Sotto il mio corpo.
14 febbraio, 2010 a 12:13 pm
In certi casi la neve può diventare una minaccia; ma di certo non quella tenera di pianura.
14 febbraio, 2010 a 12:22 pm
se è fatta di falìe nessuna neve è una minaccia
son proprio contento che ne cadano di nuovo qui: è più bello se ricoperto da uno strato candido e delicato.