automatismi per porte e serrande

28 febbraio, 2008

seduto sul letto, spengo il cellulare puntandolo in avanti -inconsapevolmente- come un telecomando per chiudere la giornata. ma non è di quelli per le porte automatiche, la porta della camera rimane socchiusa.

Disteso sul fianco destro, il cuscino è poco imbottito ormai sotto la testa. il braccio sinistro per raggiungerla circonda il destro avvicinandone braccio e avambraccio. Il polso destro si piega verso l’esterno di conseguenza. quando la mano sinistra è tra materasso e cuscino esattamente sotto l’orecchio, il palmo destro è sotto al mento che si appoggia, le dite piegate.

Il perfetto gesto del pensatore perplesso. e mi adeguo riflettendo.

ma non al fatto che son sul lato sbagliato per proteggere la guancia nevralgica. Sul fianco destro assumo la posizione speculare alla consueta che mi fa dormire. Il corpo non ci è abituato e si percepisce, perfettamente consapevole di ogni muscolo.

Mi sento in piedi, anche se non tocco per terra, come appoggiato ad un muro. sveglio a controllare che l’istinto non mi sorprenda alle spalle e mi faccia voltare.

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4 Risposte to “automatismi per porte e serrande”

  1. Falìa Says:

    Sul letto, se mi giro sul fianco destro, mi rivolgo al muro, mentre la schiena resta scoperta. E congiungo le mani come in preghiera: sento tutto il calore.

    Prima d’addormentarmi, ripercorro mentalmente la giornata a ritroso nel tempo.

  2. spiumato Says:

    il muro è la tangibile conferma che la giornata è finita, più oltre non puoi andare. e lo saluti all’orientale, le mani giunte.
    di fronte alla materialità dell’arrivo la memoria non riCORda, nè ramMENTA, nè riMEMBRA: per il principio di azione reazione è spinta indietro (e intanto ti addormenta) fin alla mattina…che vivi, senza bisogno del ricordo, appena svegliata.
    almeno t’immagino così.

    😀 guarda il post successivo…

  3. Falìa Says:

    …un MATTINO sempre presente sia al risveglio (vissuto) che prima di addormentarsi (immagine)

  4. spiumato Says:

    … un grafico dl tempo fatto così: un filo orizzontale, come quello del bucato; un secondo filo, quello della vita vissuta che ad ogni mattino viene fissato con la molletta, poi scende fino a sera per risalire al filo orizzontale nel ricordo ma prima di finire sotto la stessa molletta, fa uno scarto di avanti, come una finta, e al nuovo mattino è preso da una molletta nuova…

    …e così vai a dormire al ‘mattino’: nottambula 😀


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