“Il mattino già ha la colazione in bocca”: io invece non ho molta fame

2 aprile, 2008

Metto il latte a scaldare. Nella mug (alta e con un porcospino nero): cacao e caffè solubile, proporzioni variabili in modalità casuale: mescolate col cucchiaino che aggiunge poi del miele. Mezzo mestolo di latte caldo nella mug. Amalgamo. Dopo un po’ verso il resto del latte caldo. La mug sul piattino della tazza bassa (più adatta per il the, un solo dito nel manico) che usavo prima di questa. La sostituzione è dichiarata e pure il ricordo dell’altra tazza.

Che non ho rotto.

Tolgo il cucchiaino fumante, lo agito per raffeddarlo e sentire se il latte scotta. Sì. Poso il cucchiaino sul piatto dove metterò le fette biscottate -e c’è già il coltello-, non su quello sotto la mug. Aggiungo il latte freddo, poco, e non mescolo. Primo sorso appena tiepido. Il successivo sarà bello caldo senza ustionarmi.

Scricchiolano le tavole di legno del pavimento della camera. Cioè il soffitto della cucina. é la mia assenza che cammina. I passi sono pochi, a-ritmici, intervallati. Non è pensierosa allora. Penserà ipotesi, per sistemare meglio sui ripiani.  Che verificherò quando tornerò su.

Mi chiedessi con un gesto quello col formaggio da spalmare, ti darei il mio piatto. (piatto + coltello) è l’implicito pattern percettivo dominante stamattina; il formaggio o il cucchiaino, apposizioni/variazioni decorative. Ma col secondo posso mangiare il primo, se fossi da solo.

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2 Risposte to ““Il mattino già ha la colazione in bocca”: io invece non ho molta fame”

  1. Falìa Says:

    calore fumante e legno vivente non posso che portarti la colazione alla bocca.. e al mattino ho sempre fame

  2. spiumato Says:

    sempre fame e non hai nemmeno le scale da fare 😉
    al mattino ho fame di liquidi caldi e pastosi e nulla è più accogliente della tazza di cacaocaffelattealmiele. è la lingua che ha fame, molto più dei denti.

    in trasferta faccio ancor meno colazione. ma così possono capitare cose così: mentre io bevevo un caffè dalla moka, alla mia destra F. beveva il cacaocaffelatte e alla mia sinistra B. mangiava quel che amngio quando ho fame al mattino: le stesse fette biscottete, la stemma marca di marmellata nello stesso gusto splamata nella stesa quantità 😀 era strano vedermi sdoppiato: mi fossi messo a scroccare mi sai titrovato ricomposto e al tavolo di casa.

    la mug è bella, ma vorrei una volta fosse una scodella di legno vivente a portarmi il latte alla bocca: come bere dalle mani di una persona che ti vuole bene… ma che non si scottano nemmeno fosse bollente. tenere la scodella sarebbe solo volerle accompagnare nel tragitto fino alle mie labbra


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