In trasferta

10 aprile, 2008

Sul fianco destro, sollevo la testa, porto l’avambraccio sinistro parallelo al lato corto della branda. Mi puntello e sollevo il busto per girarmi prono. Guardo nel cappuccio del saccoapelo: nessuno. Tantomeno il cuscino tra la testa e le braccia. Bene, perchè non saprei dove metterlo una volta alzato. Non c’è una madia qui anche se è una cucina. La farina è conservata in un sacchetto in uno degli armadietti a muro.

L’apertura del saccoapelo è sul alto sinistro: a casa lì c’è il muro.  Allora già che ci sono mi volto sul fianco sinistro, tiro giù la cerniera ed esco di là per provare l’effetto. Tengo i piedi penzolanti a pochi centimetri dal pavimento, seduto. In un movimento sposto la gambe sul lato destro della branda verso i sandali. Che cede.

Ho spostato anche il baricentro, improvvisamente indietro e il sostegno si ripiega sotto la branda che si inclina. Per simmetria un istante dopo fa lo stesso il sostegno sotto i piedi.

Indosso i sandali. Rimetto in squadra la branda. Ripiego il sacco a pelo. Il sole accenna ad entrare dalla finestra: con circospezione mi distendo e uso correttamente il lettino da solarium per qualche secondo. Solo i piedi prendono realmente il sole.

Mi alzo e ripiego la branda. Portandola fuori, con la coda dell’occhio vedo la cucina pronta per accogliere chi viene a farci colazione.

 

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2 Risposte to “In trasferta”

  1. Falìa Says:

    Al risveglio in letti sconosciuti, per un attimo, ‘perdo’ la memoria e ho la sensazione di trovarmi nel letto di camera mia.
    Durante la notte ho accumulato quel calore familiare che al mattino m’inganna sul luogo in cui mi trovo.

  2. spiumato Says:

    al mio risveglio a casa ho letto del tuo risveglio 😀

    le coperte del letto sconosciuto trattengono il tuo calore che ti avvolge, e davvero sei circondata da te. bello questo modo di costruirsi la casa intorno, nel modo più impalpabile e immateriale, producendola inconsapevolemente proprio mentre il corpo è a riposo. hai visto, anch’io grazie al calore della coperta mi son sentito a casa!
    ma è la disposizione spaziale sortisce gli effetti migliori: avere un muro alla mia sinistra mi fa sentire a casa mia ovunque sono: e mi aggrappo anche a cose minime: finistra e porta della stanza posso essere invertite rispetto a camera mia, ma se le aperture sono nei punti in cui me le aspetto l’inversione non conta.

    a ritroso percorri con la memoria la giornata e poi cancelli tutto: perdere la memoria per ritrovare casa! di solito svegliandomi in trasferta non ricordo dove sono e mi sento spaesato.

    la famigliarità che trovi al risveglio cosciente ma con gli occhi ancora chiusi è una sorpresa contemporaneamente, appena vedi il resto dell’ambiente.


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