Archive for settembre, 2008

“Sempre in bagno” (cit. :D)

19 settembre, 2008

Con diffusore della doccia mi passo l’acqua sul corpo per preparare la pelle un po’ secca a ricevere il sapone.

Base del collo, ascella sinistra, clavicol sinistra, il petto fino alla pancia e ai genitali. La spalla sinistra, il braccio sinistro a partire dal polso risalendo alla spalla. Il braccio destro dalla spalla al polso. Dietro il collo e sulle scapole perchè lì sento fresco. I fianchi: sinistro e poi destro. la schiena specie verso l’ossosacro. Appena una passata sulle cosce, le gambe hanno preso acqua a pioggia fin’ora.

Il bagnoschiuma è dentro un flaconcino di plastica di quelli che ci sono negli alberghi. Tornato a casa, avevo continuato ad usarlo per abitudine – per sentirmi sulla pelle ancora là, in vacanza- fino ad esaurirne il contenuto.

Poi ho riempito il flaconcino a casa e da allora lo ricarico. Lo apro e lo uso. Come adesso, devo lavarmi non perdermi nelle ricostruzioni storiche.. Teoricamente è come se mi lavassi col sapone solo fuori casa. Usandolo mi sento in trasferta.  Non c’è il nome dell’albergo sul flaconcino. Non voglio sentirmi in quell’albergo ora. Non ricordo nemmeno di che albergo fosse. Chiudo gli occhi visto che sto per insaponarmi la faccia. Posso immaginare di essere in un qualsiasi albergo in cui sono stato. Ma non m’interessa la sensazione di essere “nudo in albergo”. A tentoni apro l’acqua.

E sotto il getto la stessa acqua sul viso ha una temperatura molto più alta. Percepita, Seguendo una successione non tanto diversa dalla prima passata con l’acqua, sotto la pioggia artificiale mi strofino – coerentemente come si vedrà – con una spazzola per capelli da bambini. La mia di quand’ero piccolo. Come i capelli di allora i peli sul corpo sono sottili e morbidi e ricciuti , mentre i capelli cominciano a  diradarsi. (Ma i peli sul fondo della vasca cadono dal petto. ) Le setole graffiano. Furono asciugate troppo in fretta dopo la doccia di ieri e così son secche e indurite. …Forse dovrei anche lavarle col balsamo dopo. Anche se il taglio è a spazzola non vedo perchè non debbano esser curate bene.

L’acqua bollente insensibilizza la pelle e così prima che riasorbano la’cqua che le ammorbidirà, grattano via la pelle morta. vissuta un girono come certe farfalle.

In bagno senza bagnarmi prima di fare il bagno.

11 settembre, 2008

In bagno, mi spoglio. Nudo apro l’acqua del rubinetto della vasca. Per esperienza so già che il fondo è freddo, aspetto che si scaldi abbastanza. l’acqua per scaldarlo. Mentre lascio scorrere l’acqua mi appollaio sul bordo della vasca, dove è incavato per accogliere la saponetta. Che ovviamente non c’è: solo sapone liquido.

I piedi sul bordo: i talloni uniti, le punte divaricate come le cosce: accosciato io. A volte invece, piedi paralleli, sono proprio accovacciato, le cosce aderenti al petto, le ginocchia -all’altezza delle clavicole- accolte nell’incavo tra braccia  e petto, il torso che si appoggia alle cosce. Un blocco unico che guarda il fondo della vasca con i miei occhi.

Come un uccello in riva ad un laghetto che scruta in cerca di pesci o di girini nascosti sul fondo. Bianco e vuoto. Si vede solo il tappo dello scarico. (A volte lo vedo chiuso sotto vari centimetri dell’acqua per il bagno.) Fisso immobile il fondo fino a svuotarmi di ogni pensiero. 

Quando l’acqua scroscia finalmente calda chiudo il rubinetto. E ritorno bipede umano, mi rivesto senza essermi nemmeno bagnato, se non la punta delle dita. A volte: quando mi serve solo stare nudo. Per un po’, a meditare.

Se no, entro nella vasca. La pelle del primo piede che tocca il fondo lo sente finalmente caldo.