“Sempre in bagno” bis

24 ottobre, 2008

Lavandomi accoccolato sul fondo della vasca, per non far uscire troppi spruzzi d’acqua fuori, mi accorgo di assumere le posizioni della varie ragazze che si lavano nella tinozza dipinte da Degas.

Visto – ma per fortuna non dai vicini: non son in terrazza dalla quale si ha la visuale direttamente nel nostro bagno –  che non sono fermo è la prima volta che mi trovo a vivere un quadro, a farne esperienza corporea, agìta, e non solo visiva.  Son femmina allora! Io son contento di esserlo, senza alcuna modificazione fisica. Ma non so se la mia parte femminile si sentirà ugualmente a suo agio ad essere considerata “ranocchia”. Ma tanto Degas non può farlo adesso, per pure ragioni anagrafiche, tranquilla. Ma lei dà lo stesso un’occhiata veloce fuori dalla finestra, anche se sa benissimo che lui non abita da loro.

Sono pulito finalmente. ma sto già sudando! Il caldo che entra dalla finestra, l’umidità atmosferica a livello altissimo: anche strofinando non riuscirei ad asciugarmi… ancor meno dal vapore dell’acqua bollente appena usata che si condensa sulla mia pelle.

Devo uscire. Con l’asciugamano piccolo mi do la prima passata. per togliere le gocce più grosse e non gocciolare ulteriormente in giro, come ho già fatto prendendo l’asciugamano che sta appeso accanto al lavandino per asciugarsi la faccia. Collo, braccia, petto, schiena, cosce, piedi, le gambe: infilo i sandali ed esco dal bagno con l’asciugamano in mano.

Mi trovo ad asciugarmi girando per le stanze della casa. Strano. E bello essere nudo, dove di solito son sempre vestito. Anche se da svestito tendo a rilassare tutti i muscoli, cammino un po’ curvo in avanti, lo sguardo davanti a me però, non verso i pavimenti. Rimango più vicino al punto di vista che avevo quand’ero più piccolo. (per l’età esatta dovrei sapere quanti centimetri perdo in questa posizione e conforntarli con i segni a matita sul lato dell’armadio in cucina. Che non c’è più).

Inconsciamente non voglio guardare dall’alto in basso il mio modo di vedere di allora, solo perchè ho 15 anni di più. Nè guardo dall’alto in basso, al piano di sotto in soggiorno, le foto dei miei nonni sulla mensola sopra la cassapanca.

Li sto guardando…dallo stesso punto di vista di mio padre. Fisicamente è facile, ci sono già, ma il problema di essere alla sua altezza. Rimane. Sciolgo i muscoli del collo e della schiena tesi in quella posizione: mi ritrovo dritto: stupore. A vedere tutto dieci centimetri più alto del solito. Allora è questo ciò che si vede da adulto.

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2 Risposte to ““Sempre in bagno” bis”

  1. Falìa Says:

    Davvero bello fare esperienza di un’opera come in un TABLEAU VIVANT! E soprattutto in bagno…

  2. spiumato Says:

    il bagno è l’unico luogo, insieme ai boschi, in cui può avvenire davvero secondo me. specie se si è soli, allora c’è intorno la privacy necessaria per accorgersene e poi viverla davvero, tra sorpresa e gioia, e giocosità anche!
    fu strano accorgermi di colpo, all’improvviso di essere un degas ih ih
    ma sempre in bagno, in cui ci si spoglia dell’abitudine di vivere solo nel contemporaneo, una volta allo speccio scoprii diavere lo sterno con l’ombra di uno dei crocefissi di giovanni bellini. fu un’emozione ancora più forte! meno vissuta dal corpo, come nel caso della bagnanti, ma come un fulmine… inc erto senso si oscurò tutto il bainco del bagno che vedere riglesso, uno zoom solo sullo sterno…

    loro i tableaux vivants li fanno in pubblico:D

    http://www.malatheatre.com/it/spettacoli/caravaggio-la-conversione-di-un-cavallo/


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