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Impulso di moto

21 agosto, 2008

Seduto in soggiorno, sulla sedia, gamba destra accavallata sulla sinistra. Seduta, tu, sul divano di pelle nera dirimpetto al mio fianco sinistro. Hai accavallato anche tu la gamba destra sulla sinistra, ma sei decisamente ad un’altezza da terra minore.

Con un colpo del piede destro, repentina per farmi sfilar via dal piede la ciabatta del piede a mezz’aria. Ci riesci sempre. Tranne questa volta. Non abbiamo visto la ciabatta proiettata in avanti andare a fermarsi un metro e mezzo più in avanti proprio davanti al televisore, sonoramente.

Tu negli anni hai calibrato il gesto del piede per colpire lo spessore della suola, proprio sul tallone. Solo che le ciabatte si erano rotte. e temporaneamente indosso i sandali da trasferta (In casa. Non mi sento però un ospite in casa mia). Lo spessore del tacco dei quali è molto minore, la metà quanto meno  delle precedenti.

Ma le misure prese dal tuo gesto non si sono adeguate. Sei andata a memoria. Quel che garantiva il successo e conseguente risata comune. Ora invece il piede è passato a vuoto un centimetro sotto la suola. E ne ridiamo.  Ancora. Questo non cambia.

Se fossi dovuto andare a riprendermi la ciabatta, e lo faccio anche se non c’è nessun sandalo da recuperare, con questi sandali indossati… al momento di raccogliere il sandalo e minacciarti scherzosamente, inginocchiandomi avrei fatto scivolare il piede calzato e arretrato -nel passo- lungo tutta la soletta del sandalo fino alla superficie per il tallone. E solo allora avrei piegato il piede, accosciandomi e trasferendo il peso dell’intero corpo sul cuscinetto sotto l’articolazione del primo metatarseo. Il tacco del sandalo diventa la base su cui posa la mia statua se stessimo giocando alle belle statuine, ma non hai pronunciato la formula di rito.

L’altro piede, calzato dal sandalo rimane perfettamente adeso alla soletta. Tutto questo perchè la tomaia dei sandali non va sformata. è bello indossarli ogni volta come se fosse la prima volta, e facessi far loro i primi passi dall’acquisto.

Mi rialzo, e torno a sedermi. Ed ad accavallare le gambe. Tu cominci a provare riprovare per prendere le misure del nuovo tacco. Chi sa se farai in tempo prima che vada a comprare un paio di ciabatte come quelle di prima?

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In trasferta: “n.b.”

10 aprile, 2008

Quando vado a vivere in trasferta a casa di miei amici (al femminile questa volta) indosso pantofole dedicate, che non uso mai in casa. Un paio di sandali, di cuoio avendo poca fantasia.

Le stanze in cui starò sono outdoor, oggettivamente se per andarci devo aprire la mia di casa e uscire, rispetto a quelle in cui sono indoor. Di conseguenza mi porto dietro un asciugamano in microfibra e un saccoapelo.

Il sacco a pelo questa volta lo poso su un lettino da solarium. Nel saccoapelo in cui sono entrato ho freddo, la testa dentro il cappuccio ben stretto del saccoapelo. Per un istante nel chiarore della notte la mia testa si sente, e io di conseguenza, col giubbotto all’aperto … e allora ci mette una coperta sopra. Che annulla la mia sensazione di “esterno notte”, tanto che poso i sandali alla mia destra. Come accanto al mio letto.